Vesuvius

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Pop art

Warhol


Andy Warhol, Vesuvius, 1985

Andy Warhol ha avuto, negli ultimi anni della sua vita, contatti con l’ambiente napoletano grazie all’incontro con il gallerista Lucio Amelio. Il gallerista napoletano è stato un vulcanico personaggio che di certo ha avuto il merito, nel corso della sua attività, di fornire stimoli e occasioni notevoli all’intera arte italiana. Agli inizi degli anni Ottanta riuscì a portare a Napoli Andy Warhol e Joseph Beuys chiedendo al primo di produrre, per la sua galleria, una serie di ritratti dell’artista tedesco. L’incontro a Napoli tra due degli artisti più tipici e rappresentativi dei due continenti è stata di certo una intuizione incredibile. Trovare un dialogo, anzi una decisa affinità, tra il pop americano e il concettuale europeo, significava intuire una omogeneità di fondo che supera, nell’unicità storica, le etichette parziali che sembrano non unire ma dividere. I due artisti sono in seguito ritornati spesso a Napoli, ed Andy Warhol in quei primi anni Ottanta produsse alcune opere notevoli ispirate a Napoli. Una delle più emozionanti rimane di certo la riproduzione della prima pagina del quotidiano «Il Mattino» che, all’indomani del terremoto del 23 novembre 1980, titolò «Fate presto». Un’altra famosa opera "napoletana" di Warhol rimane la serie «Vesuvius», che, come è facile intuire, è una rivisitazione "pop" di uno dei simboli più noti di Napoli. Questa riprodotta è l’esemplare esposto nella Galleria di Capodimonte.