Cristo di San Giovanni della Croce

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Surrealismo

Dalì


Salvador Dalì, Cristo di San Giovanni della Croce, 1951

Negli ultimi periodi della sua attività, Salvador Dalì stempera il suo ossessivo surrealismo producendo immagini che, pur conservando il gusto di invenzioni spettacolari, hanno composizioni più sobrie ed equilibrate. È il periodo della riscoperta del rinascimento italiano e di un avvicinamento al misticismo religioso. In questa tela, una delle più famoso del suo periodo religioso, l’effetto spettacolare è dato dalla insolita prospettiva in cui mette il crocefisso, visto con uno scorcio ardito dall’alto verso il basso. Questa prospettiva, memore delle invenzioni analoghe di Andrea Mantegna, cambia improvvisamente direzione nella parte inferiore, per dar luogo ad una veduta paesaggistica occupata da un lago con una barca e dei pescatori. La composizione, ripartita su due livelli sovrapposti (il piano nero dal quale emerge la croce in prospettiva e il piano del paesaggio) che rappresentano ovviamente lo spazio celeste e quello terreno, è anche questa una citazione di artisti rinascimentali quali Pietro Perugino o Raffaello.