Nudo che scende le scale n. 2

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Dadaismo

Duchamp


Marcel Duchamp, Nudo che scende le scale n. 2, 1912

È l’opera che provocò il distacco di Duchamp dal movimento cubista, ma che nel contempo gli diede fama in America. Nell’opera pittorica del primo Duchamp vi sono diversi elementi che realmente lo avvicinano al futurismo italiano. Tra questi vi è la predilezione per le macchine e gli ingranaggi, che sono di ispirazione per opere quali la «Macinatrice di cioccolato n. 2» o «Apparato scorrevole contenente un mulino ad acqua in metalli vicini». Ma anche il tema della rappresentazione del movimento, così caro ai futuristi, ispira alcune opere di Duchamp, quali l’autoritratto dal titolo «Giovane triste in treno» o «Il re e la regina circondati da nudi veloci». In effetti fu proprio questa adesione al futurismo, praticato dai pittori italiani non benvisti dai colleghi francesi, a indurre il pittore Albert Gleizes ai chiedere ai fratelli di Duchamp di convincerlo a ritirare dalla mostra il quadro. L’opera fu tuttavia inserita tra quelle che, l’anno successivo, furono inviate in America per una esposizione presso l’«Armoury Show». Gli americani, all’oscuro delle rivoluzioni artistiche che in quegli anni si svolgevano in Europa, rimasero confusi dal vedere questi quadri, e quello che più sconvolse il pubblico fu proprio questa tela di Duchamp. È innegabile, tuttavia, che la tela ha un fascino evidente, riuscendo a trasmettere la sensazione del movimento, anche meglio di molti quadri di analogo genere prodotti dai futuristi.