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Cinque donne nella strada |
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A differenza dei «fauves», l’espressionismo di
area tedesca nasce sempre da situazioni più sofferte, che portano a
guardare alla realtà con occhio triste e disperato. La realtà non è
quella che appare, perché è mascherata da troppe convenzioni e
ipocrisie. La verità è dietro le apparenze, ed è una verità che non
può essere colta con gli occhi, ma solo con una conoscenza più
profonda dell’animo umano. La pittura espressionista tedesca deforma l’aspetto
della realtà per renderlo più simile a ciò che l’animo avverte.
Così, ad esempio, nei quadri di Kirchner i corpi hanno aspetti sempre
spigolosi e taglienti: non ispirano calore umano ma solo freddezza
tagliente. Le cinque donne protagoniste di questo quadro non
sono molto dissimili da altre donne presenti in altri quadri di Kirchner.
Se esse siano delle signore borghesi, o cinque prostitute ferme sotto un
lampione in attesa di clienti, non è dato saperlo, ma poco importa. Le
spigolosità che le caratterizza, i profili diritti e taglienti, i volti
cadaverici, rendono queste cinque donne capaci solo di attrazioni
maligne e ferali. Il quadro non ha una spazialità ben definita,
benché le cinque donne, nel loro disporsi in angolazioni diversificate,
riescono a disegnare un cerchio approssimativo. La gamma cromatica è
molto ridotta, dominando nettamente le tonalità del verde, da cui si
stacca solo il nero che costruisce e separa dall’ambiente le cinque
figure. Una pittura quindi volutamente semplificata, non molto lontana
dalle immagini xilografiche molto praticate sia da Kirchner sia dagli
altri espressionisti del gruppo «Die Brucke». In questo quadro si ritrovano quindi un po’ tutti
gli elementi stilistici tipici dell’espressionismo tedesco: la
semplificazione delle forme, l’uso espressivo del colore, le atmosfere
cupe e poco allegre, la volontà di una generalizzata denuncia contro
una società borghese non amata né stimata, ma soprattutto la
volontaria rinuncia alla bellezza come valore tranquillante e
consolatorio dell’arte. Valore, quello della bellezza, apprezzato
soprattutto dai borghesi, che nell’arte vedevano un idilliaco momento
di evasione fantastica, ma che non poteva essere condiviso dagli
espressionisti che proprio contro i borghesi rivolgevano la loro arte. |