Il balcone

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Impressionismo

Manet


Edouard Manet, Il balcone, 1868-69

Altra «opera d’àpres» di Manet, che in questo quadro riprende un soggetto analogo realizzato qualche decennio prima da Goya, è «Il balcone». In questo riprendere dipinti di maestri precedenti, Manet istituisce spesso un dialogo diretto con il passato, che è decisamente illuminante per comprendere la novità tecnica della sua pittura. Le immagini dipinte da Manet, rispetto a quelle del passato, appaiono più piatte e meno dotate di volume. Tuttavia, se osserviamo alla giusta distanza il dipinto e con un solo colpo d’occhio, esso ci appare più vero dei quadri precedenti. Il motivo è che l’occhio, guardando la realtà, coglie soprattutto macchie di colore, mentre il chiaroscuro è un effetto locale che si coglie osservando un particolare da vicino ma che difficilmente si percepisce in una visione d’insieme. Ed anche in questo quadro Manet si muove con grande virtuosismo, dimostrandoci che la percezione visiva funziona soprattutto per contrasto tonale. Si noti ad esempio il diverso effetto che fa il verde sulle vesti bianche delle donne rispetto a quello che produce sullo sfondo delle persiane. O come avviene la diversa definizione delle figure rispetto allo sfondo oscuro, dove le donne si stagliano nell’intera figura grazie ai loro vestiti bianchi, mentre l’uomo con il vestito nero ne viene quasi inghiottito per far emergere solo le parti di tonalità chiara: il volto, le mani e la camicia bianca.