Concerto campestre

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Impressionismo

Manet


Tiziano Vecellio, Concerto Campestre, 1509-10

«Il concerto campestre» è una tela che ha sempre posto notevoli problemi di attribuzione, dato che la critica si è spesso divisa tra l’attribuzione a Giorgione o a Tiziano. In realtà, per il contenuto che esso esprime, sarebbe facile attribuirlo a Giorgione, ricordando che questo artista fu anche appassionato di musica. Da un punto di vista stilistico l’opera ha caratteristiche più tizianesche, così che non è da escludere che il quadro è stato probabilmente ideato da Giorgione ma poi realizzato (o finito) da Tiziano. Il contenuto del quadro va letto come un’allegoria sulla dimensione trascendentale della musica. La ninfa nuda di spalle, con il flauto in mano, sta insegnando la musica ai due pastorelli innanzi a lei. L’altra sta versando dell’acqua in una vaschetta, per simboleggiare un rito di purificazione. Le due donne sono nude perché appartengono alla natura, mentre i due uomini appartengono alla civiltà e perciò sono vestiti. Il significato allegorico dell’immagine sta in ciò: l’uomo civile riceve dalla natura il dono della musica, che rimane la più trascendentale tra le arti, solo dopo essersi purificato.