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L’edera |
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Questo quadro di Tranquillo Cremona
è la sintesi della sua poetica romantica e scapigliata. Il nome del
quadro deriva dal tralcio d’edera raffigurato sulla destra. L’edera,
tuttavia, è solo un pretesto, o meglio un simbolo, che rimanda alla
passione morbosa che si manifesta in un abbraccio stringente così come
fa l’edera che si ramifica e si espande fino a ricoprire e soffocare
completamente i muri e le facciate della case.
In questo quadro l’abbraccio vede
protagoniste due persone che ad uno sguardo più attento sembrano due
donne e non un uomo e una donna, come la letteratura artistica sul
quadro vuole. Il loro atteggiamento, tuttavia, non lascia spazio a
dubbi: ad avvinghiarle è una passione forte e morbosa fatta di
richieste, da parte della donna in basso che cerca di stringere l’altra,
e di dinieghi, da parte della donna in alto che ha un atteggiamento di
ritrosia. Il soggetto è decisamente anticonformista con un chiaro
intento scandalistico.
La tecnica pittorica è molto libera
e giocata solo sul filamento coloristico che vibra di sottile ma intensa
luce al punto da rendere vaga e sognante l’apparizione. L’immagine, come
nella maggior parte dei quadri di Cremona, si concentra solo sulle
figure in primo piano mentre lo sfondo diventa assolutamente informe ed
indistinguibile. Un impasto di colore che conserva le stesse tonalità
delle figure rappresentate così che queste sembrano quasi apparire, o
scomparire, nello spazio retrostante. L’immagine, proprio per questa sua
apparente derivazione onirica, fatta di sensualità raffinata ma molto
morbosa, anticipa alcuni dei temi poetici che saranno tipici
dell’estetica decadente, soprattutto letteraria e poetica, di fine
Ottocento e inizi Novecento. |