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I vespri siciliani |
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I Vespri siciliani fu una rivolta
popolare scoppiata a Palermo nel 1282. In Sicilia dominavano, dal 1266,
gli angioini, dinastia francese che era subentrata agli svevi dopo la
sconfitta di Manfredi di Svevia da parte di Carlo d’Angiò. I soldati
francesi, all’ora vespertina del 31 marzo 1282, arrecarono offesa ad una
donna che si era appena sposata e stava uscendo dalla chiesa. Questa fu
la causa che fece scoppiare la rivolta popolare nei confronti degli
angioini che sfociò in una guerra che durò venti anni. I siciliani
furono aiutati da Pietro III d’Aragona. Nel 1302, con la pace di
Caltabellotta, la Sicilia passava dalla dominazione angioina a quella
aragonese.
L’episodio dei Vespri siciliani
acquistava il significato simbolico, nell’ottica risorgimentale, di
rivolta contro lo straniero. Gli angioini erano francesi ed è da
ricordare che l’Italia, ancora nell’Ottocento, era suddivisa in tanti
stati e statarelli che erano dominate da dinastie o potenze straniere: i
Borboni nel mezzogiorno, gli austriaci nel lombardo-veneto, e così via.
Pertanto l’unità d’Italia andava perseguita affermando gli interessi
degli italiani contro quelli degli stranieri.
Il quadro di Hayez illustra
l’episodio in maniera molto letteraria ma poco emozionante. Le figure
sono scandite secondo pose molto teatrali che risentono ancora dei
quadri storici neoclassici del David. Lo stile di esecuzione è anch’esso
fondamentalmente neoclassico, fatto di precisione di disegno, rilievo
chiaroscurale, fattura molto levigata, chiarezza di visione. L’unica
cosa che fa collocare questo quadro nell’ottica del romanticismo è solo
il soggetto ed il contenuto: il riferimento ad una storia del medioevo
che ha come messaggio un contenuto patriottico e risorgimentale. |