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Il baldacchino in San Pietro |
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Il Bernini riesce presto ad emergere come l’artista più geniale della Roma di quegli anni, e la prima importante commissione pubblica, che ricevette da papa Urbano VIII, fu di realizzare il baldacchino per l’altare maggiore della Basilica di San Pietro. Ha solo venticinque anni, quando deve affrontare un compito che non è proprio dei più semplici, sia per la dimensione enorme dell’opera, sia perché è destinato ad uno dei luoghi più simbolici della cristianità, sia perché, problema non certo da poco, il baldacchino doveva sorgere proprio sotto la cupola progettata da Michelangelo. La genesi e l’esecuzione dell’opera richiese un tempo non certo breve (circa dieci anni) a dimostrazione di quanto il compito fosse sentito dal Bernini, che giunse alla soluzione definitiva dopo molte ricerche ed elaborazioni. Di fatto, questo baldacchino segna un passaggio fondamentale nella produzione di Bernini, e nell’arte del periodo, perché da esso si può far iniziare la nuova concezione spaziale barocca, che ritroveremo in tutta la produzione architettonica, e non solo, prodotta per circa 150 anni. Il baldacchino è sorretto da quattro colonne tortili. Si sviluppa secondo una pianta quadrata, i cui lati creano delle curve ellittiche verso l’interno. Al di sopra sono posti quattro angeli, alle cui spalle partono quattro grandi volute, a forma di dorso di delfino, che si incontrano al centro per sorreggere un globo alla cui sommità vi è una croce. Già come forma in sé, il baldacchino è tutto un curvarsi secondo linee dove le rette sono completamente abolite. A ciò si aggiunge un decorativismo straordinario, fatto di tanti diversissimi particolari, che rendono ancora più complessa l’immagine di questo baldacchino. Con ciò si giunge ad uno dei maggiori effetti cercati dal barocco: la spettacolarità di soluzioni altamente scenografiche, ottenute con un virtuosismo tecnico che doveva unire alla spettacolarità anche lo stupore di trovarsi di fronte a qualcosa che non è facile capire come è stato realizzato e come faccia a mantenersi in piedi. Questa forma così originale, che possiamo mettere proprio all’inizio della nuova estetica barocca che, come detto, si sviluppò soprattutto in architettura, è nata sicuramente dalla necessità di dialogare con la cupola di Michelangelo. Ed è qui che si avverte tutta la genialità di Bernini, il quale, per nulla intimorito dalla grandezza del maestro rinascimentale, cerca una soluzione per contrasto. Allo spirito di severa e regolare geometria della cupola, oppone una forma con linee tutte curve, ma mai circolari, che creano una spazialità aperta e centripeta, tutta opposta alla chiusa spazialità della cupola. |