Tombe medicee

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Il Rinascimento maturo

Michelangelo


Michelangelo, Tombe medicee, 1521-33, Firenze, Chiesa di San Lorenzo

La Cappella Medicea, anche nota come sacrestia nuova di San Lorenzo (per distinguerla dalla Sagrestia Vecchia di Brunelleschi), è stato il principale lavoro di scultura realizzato a Firenze da Michelangelo, nel periodo successivo al soggiorno romano che lo aveva visto all’opera nella Cappella Sistina. La Cappella doveva essere un piccolo Pantheon della famiglia Medici, e nel periodo che vi lavorò, Michelangelo realizzò, oltre al progetto architettonico, soprattutto due monumenti funebri: la tomba di Lorenzo e la tomba di Giuliano de’ Medici. In entrambi i casi i monumenti presentano analoga tipologia: in una nicchia, ricavata in un paramento architettonico, sono inserite i ritratti dei due personaggi; in basso vi è il sarcofago sui quali sono collocate due figure allegoriche.

I ritratti dei due personaggi, più che seguire la fedeltà fisionomica, sono due immagini allegoriche: Giuliano rappresenta l’uomo d’azione e di potere; Lorenzo, invece, l’uomo riflessivo e di pensiero. Entrambi i ritratti sono due possenti sculture che rivelano il carattere più alto del concetto umanistico del principe rinascimentale. Famose sono anche le figure allegoriche collocate, in posizione quasi instabile, ai due lati del sarcofago. Sulla tomba di Giuliano de’ Medici vi sono le allegorie della Notte e del Giorno, mentre sul sarcofago di Lorenzo de’ Medici vi sono le figure del crepuscolo e dell’alba.

L’architettura delle tombe rivelano già pienamente lo stile di Michelangelo architetto, che avrà modo negli anni successivi di dedicarsi ampiamente a questa nuova pratica artistica. La decorazione architettonica, senza la preoccupazione di seguire il classicismo degli ordini classici, adatta la struttura alle esigenze plastiche, secondo una visione tipica di uno scultore, creando un nuovo approccio all’architettura che ebbe molto seguito in tutto il Cinquecento.