Sposalizio della Vergine

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Il Rinascimento maturo

Raffaello Sanzio


Raffaello Sanzio, Sposalizio della Vergine, 1504, Milano, Pinacoteca di Brera

In questa opera di Raffaello, realizzata quando aveva circa vent’anni, le influenze del Perugino sono molto evidenti, sia per il taglio compositivo sia per molti tratti stilistici. Il riferimento più diretto al Perugino è una tavola di analoghe dimensioni e soggetto, oggi conservata a Caen in Francia. Confrontando queste due opere appare innegabile non solo l’influenza del Perugino su Raffaello, ma anche la indubbia superiorità dell’allievo sul maestro. Innanzitutto guardiamo all’organizzazione spaziale. Nei due quadri vi un primo piano con il gruppo delle figure ed un secondo piano di sfondo nel quale domina la forma perfetta di un tempio a pianta centrale. Nel caso di Perugino la connessione visiva tra i due piani è data dal pavimento a disegno geometrico: se lo eliminiamo sembra quasi che l’edificio sta sulla testa del gruppo di personaggi e non sullo sfondo.

Raffaello apporta una formidabile correzione a questa composizione, arretrando l’edificio e dandogli una più corretta proporzione nell’economia generale dell’immagine: ne risulta una plausibilità spaziale molto più veritiera, e l’intero quadro sembra acquistare più aria e spazialità. Ma c’è un punto sul quale Raffaello è decisamente superiore. Se osserviamo le due immagini si può facilmente capire come il punto di vista dell’immagine è al livello del pavimento del tempio sullo sfondo: quindi un punto di vista alto. Nel quadro del Perugino le persone in primo piano sono rappresentate da un punto di vista più basso, creando una piccola incoerenza che, per la verità, solo un occhio esperto riesce a cogliere. Nel quadro di Raffaello, invece, il senso della spazialità è costruito in maniera più corretta in quanto, coerentemente con il punto di vista, il gruppo di persone è visto dall’alto in basso. Nel quadro di Raffaello, se osserviamo bene, le persone non si dispongono su una sola linea retta, ma formano un piccolo semicerchio: ciò lo possiamo notare soprattutto se osserviamo la linea costruita dai piedi dei personaggi in primo piano. Anche questo è un espediente compositivo che crea una spazialità più plausibile.

Ma la superiorità di Raffaello non è data solo dal controllo dello spazio e della prospettiva, ma anche dalla più elegante realizzazione delle figure: queste hanno una diversificazione di pose e di atteggiamenti che rende il gruppo più plastico e reale. In definitiva, mentre il quadro del Perugino sembra fatto quasi di due scene sovrapposte (il gruppo in basso e il tempio in alto) il quadro di Raffaello trasmette una sensazione di reale e corretta spazialità, con personaggi meglio caratterizzati e definiti. Con questo quadro, pur utilizzando gli stessi elementi del Perugino, Raffaello dimostra di avere un talento superiore ed una capacità innata di fare le cose con un senso dell’eleganza e della bellezza che, al tempo, non aveva eguali.