Morte della Vergine

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La diffusione del Rinascimento

Andrea Mantegna


Andrea Mantegna, Morte della Vergine, 1461, Museo del Prado, Madrid (museoprado.mcu.es)

Il quadro, di poco posteriore alla pala veronese di San Zeno, ha una composizione simile ma molto più semplificata. In questo caso il rapporto tra la figura della Madonna e quella dei santi e degli angeli appare invertito: sono quest’ultime figure ad apparire in primo piano, mentre la Madonna giace distesa sullo sfondo. In questo quadro l’architettura è limitata al pavimento, il cui disegno è peraltro molto preciso, e ai pilastri sullo sfondo che inquadrano un’ampia finestra che si apre su un paesaggio in cui è da riconoscere la Mantova di quegli anni.

Le figure degli apostoli compongono due file, poste ai lati della scena, che il Mantegna utilizza per dare il senso della prospettiva. Infatti, in questa immagine troviamo uno sviluppo interessante dell’arte del pittore: non è più solo l’architettura a definire la prospettiva, ma lo sono anche le figure umane. Questa possibilità di applicare la prospettiva non all’architettura ma al corpo umano, sarà incessantemente sperimentata dal Mantegna, fino all’invenzione sua più famosa: il Compianto sul Cristo morto, del 1480.