Donatello

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Primo Rinascimento

Donatello (1386-1466), il cui vero nome era Donato di Niccolò di Betto Bardi, è stato sicuramente il principale scultore italiano del XV secolo, creando con la sua opera un percorso straordinario: egli è stato il protagonista della nascita della scultura rinascimentale ma anche colui che riuscì a indicarne le vie di superamento. La sua cultura figurativa, infatti, rimase costantemente in bilico tra perfezione formale (di matrice decisamente rinascimentale) e valenze espressionistiche (che ritroveremo soprattutto nella scultura post-rinascimentale). La sua lunghissima attività, che lo portò ad operare in diverse città italiane, iniziò a Firenze, ove egli era nato, a contatto con i maggiori artisti del tempo. Nel 1403 era tra gli aiutanti del Ghiberti per la realizzazione della seconda porta di bronzo del Battistero di Firenze. Ma in quegli anni venne a contatto con Filippo Brunelleschi e il confronto tra i due fu sicuramente uno stimolo decisivo per entrambi per maturare quella nuova visione artistica che creò l’arte rinascimentale. Nel 1408 compì un viaggio a Roma, probabilmente in compagnia del Brunelleschi, che gli servì a conoscere meglio l’arte classica il cui esempio era indispensabile per creare la svolta dal gotico al rinascimento. Dopo questa data troviamo le sue prime opere: il «David» marmoreo del Museo del Bargello a Firenze, il «San Giovanni Evangelista» conservato nel Museo dell’Opera del duomo di Firenze, il «San Marco» per Orsanmichele. In esse ritroviamo ancora elementi tardo gotici, come le valenze decorative lineari dei panneggi, ma il controllo delle masse è già di gusto decisamente rinascimentale.

Nel 1416 realizzò una delle sue opere più importanti: la statua di San Giorgio per Orsanmichele. La scena del «Combattimento con il drago», che orna il basamento, è il primo esempio di prospettiva dell’arte rinascimentale. Da ricordare che fu proprio tra il 1413 e il 1415 che Brunelleschi aveva elaborato la sua teoria sulla prospettiva. Donatello fu quindi il primo ad utilizzare in campo figurativo la nuova scoperta, anche se fu solo dopo alcuni anni dopo che diede in questo campo le sue prove migliori: tra il 1423 e il 1427 realizzò il rilievo bronzeo per il fonte battesimale di Siena raffigurante il «Convito di Erode» e nel 1427 realizzò il rilievo con l’«Assunzione della Vergine» per la tomba del cardinal Brancacci in Sant’Angelo a Nilo a Napoli.

Con queste opere Donatello mise a punto un’altra delle sue tecniche preferite, quella dello «stiacciato»: con questo termine indichiamo un bassorilievo molto «basso», con figure e forme che emergono solo di pochi millimetri dal piano di fondo. Lo stiacciato, in fondo, è un’immagine più che una forma: per esso quindi la tecnica della prospettiva appare utilissima per dare il senso della profondità che altrimenti sarebbe impossibile da creare.

Tra il 1418 e il 1435 realizzò quattro figure di Profeti per il campanile del Duomo di Firenze,  in cui più evidente è la sua ricerca di effetti espressionistici. Tra il 1430 e il 1433 fu a Roma dove scolpì il «Tabernacolo del Sacramento» in San Pietro e la lastra tombale  di Giovanni Crivelli in Santa Maria in Aracoeli. Tornato in Toscana eseguì altri notevoli capolavori: il pulpito esterno del Duomo di Prato, la «Cantoria» del Duomo di Firenze, il «David» di bronzo del Bargello e l’«Annunciazione Cavalcanti».

Fu un decennio di grande attività nel quale Donatello lavorò anche alla decorazione della Sacrestia Vecchia di San Lorenzo del Brunelleschi. Nel 1443 si trasferì a Padova, dove trascorse un altro decennio di intensa attività. In questo periodo realizzò una delle sue opere più celebri: il monumento equestre del Gattamelata. Numerose furono anche le opere che realizzò per la Basilica di Sant’Antonio.

Tornato a Firenze intorno al 1453, l’artista, che ha un’età di sessantasette anni, realizzò ancora diversi capolavori, prima di morire all’età di ottant’anni: il gruppo bronzeo di «Giuditta e Oloferne», il «San Giovanni» bronzeo del duomo di Siena e soprattutto la statua lignea della Maddalena per il battistero di Firenze, che segna forse il punto più dissonante rispetto all’arte rinascimentale che egli stesso aveva contribuito a creare.

OPERE


San Giorgio

altre opere

Banchetto di Erode

David

Monumento al Gattamelata

Giuditta e Oloferne

Maddalena penitente