Formella del Sacrificio di Isacco

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Primo Rinascimento

Brunelleschi


Filippo Brunelleschi, Sacrificio di Isacco, 1401, Museo Nazionale, Firenze

Questa formella realizzata da Filippo Brunelleschi viene in genere considerata come la prima opera rinascimentale della storia dell’arte. Si tratta ovviamente di una scelta convenzionale, tesa soprattutto a riconoscere al maestro fiorentino la priorità nell’invenzione del nuovo stile. Questa formella fu presentata al concorso bandito nel 1401 per la realizzazione della seconda porta di bronzo del Battistero di Firenze.

Nel Battistero fiorentino già esisteva una porta di bronzo realizzata tra il 1330 e il 1336 da Andrea Pisano. L’Arte della Lana, la confraternita che finanziava i lavori del Duomo di Firenze, decise di far realizzare una seconda porta di fattura analoga a quella di Andrea Pisano. La porta, pertanto, doveva suddividersi in 28 formelle inserite nello stesso profilo polilobato chiamato «compasso gotico». Per dare l’incarico, la confraternita decise di bandire un concorso assegnando come tema il Sacrificio di Isacco. A questo concorso Brunelleschi partecipò con una sua formella, in cui dava alla scena una impostazione molto nuova per il tempo. Invece di suddividere il piano in campi in cui inserire le singole figure necessarie a raccontare la storia, decise di rappresentare uno spazio con più piani di profondità. In pratica, invece di mettere le figure una accanto all’altra, affiancandole, le mise alcune avanti altre dietro. La scelta era abbastanza ardita, e innovava completamente i principi compositivi del tempo. Ciò appare più evidente se confrontiamo questa formella con quella che presentò Lorenzo Ghiberti e che alla fine diede a quest’ultimo la vittoria nel concorso.

Brunelleschi, con questa immagine, ci fa capire che lui ragiona in termini di spazio a tre dimensioni, mentre gli altri artisti si preoccupavano di trovare lo spazio per le figure solo sul piano bidimensionale. Questa formella è quindi un indizio preciso delle riflessioni di Brunelleschi sul tema della tridimensionalità, e che lo portarono, circa un decennio dopo, a scoprire le leggi geometriche che regolano la prospettiva.