Maestro di Flémalle

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L’arte fiamminga

Con il termine «Maestro di Flémalle» o «Maestro di Mérode» viene generalmente identificato l’artista fiammingo Robert Campin (1375-1444). Ancora difficile è una precisa ricostruzione della personalità di questo artista, del quale mancano opere sicuramente autografe. Con il Maestro di Flémalle si assiste tuttavia ad un passaggio decisivo per la definizione del nuovo stile fiammingo e del suo distacco dalla tarda pittura del gotico internazionale.

Anche nel suo stile, come in quello di Jan Van Eyck e di Rogier Van der Weyden, incerta è la costruzione degli spazi prospettici, ma al contrario le figure appaiono quanto mai solide e monumentali, con una ricerca di verismo al limite dell’effetto fotografico. Molto curato è il dettaglio, nonché la sensazione tattile delle superfici dei corpi e degli oggetti.

L’opera intorno la quale è stato costituito il corpus dell’artista è il «Trittico di Flémalle» oggi al Städelsches Kunstinstitut di Francoforte, corpus che comprende, tra le più significative, opere che ora sono conservate in diversi musei del mondo: lo «Sposalizio della Vergine» conservato al Prado di Madrid, l’«Adorazione del Bambino» conservato a Digione, l’«Annunciazione di Mérode» al Metropolitan Museum di New York, la «Madonna del Parafuoco» alla National Gallery di Londra. In quest’ultimo museo è anche conservato lo straordinario «Ritratto di gentildonna», uno dei più bei ritratti di tutto il Quattrocento europeo.

OPERE


Ritratto femminile

altre opere

Annunciazione di Mérode