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In questa piccola tavola realizzata da Ambrogio Lorenzetti nel 1344, abbiamo una costruzione prospettica molto corretta dell’immagine. In particolare la prospettiva viene realizzata soprattutto nel pavimento, dove le linee delle mattonelle convergono correttamente in un unico punto di fuga. In realtà, a parte questo particolare, tutta la scena si muove in una concezione da scatola prospettica molto evidente. L’intento del pittore è di costruire un cubo, dove il piano della tavola è solo la faccia anteriore di questo cubo. In questa faccia abbiamo una colonnina tortile che sostiene i due archi trilobati che bipartiscono la scena. Ma l’illusione che questo piano anteriore sia solo un portico aperto sulla scena posteriore è decisamente forte. In sostanza Ambrogio Lorenzetti, come il fratello Pietro, si muove consapevolmente sulla linea di sfondare il piano di rappresentazione per dare all’osservatore l’illusione di cogliere uno spazio virtuale tridimensionale. |