|
Nascita della Vergine |
||
| INDIETRO |
La tavola realizzata da Pietro Lorenzetti tra il 1335 e il 1342 è una delle più mirabili costruzioni prospettiche di tutta la pittura del Trecento. Il soggetto è la Nascita di Maria. Nella scena si vede sant’Anna distesa sul letto, mentre due levatrici stanno lavando la Madonna appena nata. All’esterno della stanza san Gioacchino è in attesa di avere la notizia della buona riuscita del parto. La tavola ha una composizione tripartita, corrispondente ai tre archi in primo piano. Dietro di essi si sviluppa uno spazio costruito con grande sapienza prospettica. I due archi di destra fanno vedere l’interno della stanza dove avviene al nascita, dal terzo arco si intravede invece il corridoio esterno nel quale gli uomini sono in attesa. Lo spazio è unificato dall’unicità del punto di fuga, così che chi guarda la scena ha sensazione di vedere in maniera unitaria la sezione prospettica dell’interno dell’edificio. Si noti in particolare la grande attenzione che Pietro Lorenzetti mette nel realizzare in prospettiva le volte che coprono i tre ambienti. In pratica, pur non avendo ancora teorizzata la prospettiva, Pietro Lorenzetti dimostra di aver intuito con grande anticipo sui tempi, le caratteristiche principali per mettere rappresentare in profondità uno spazio architettonico. Si noti in particolare la realizzazione del letto sul quale giace sant’Anna. Se lo confrontiamo con analoghe pitture di Giotto, anche se di qualche decennio precedente, appare evidente che Pietro Lorenzetti, insieme al fratello Ambrogio, è, in questo momento, il pittore italiano più all’avanguardia nel cogliere l’obiettivo di una corretta costruzione spaziale dell’immagine. |