Venere cnidia

INDIETRO

indice

Arte greca

 


Venere Cnidia, 364-363 a.C., marmo, alt. 215 cm., copia romana, Museo Pio-Clementino, Città del Vaticano.

La statua di Prassitele è il primo nudo femminile dell’arte greca. In seguito il nudo femminile ebbe nell’arte ellenistica una presenza non secondaria (si pensi alla famosissima Venere di Milo conservata al Louvre), ma al momento era una novità assoluta. In questo caso Prassitele coglie Venere nell’atto di uscire dall’acqua raccogliendo un panno per asciugarsi collocato su un’anfora. La posizione in cui colloca la figura è ancora quella policletea a chiasmo, ma con una evidente accentuazione della posizione ad S del corpo, così da accentuare la femminilità della figura. Così come molto femminile è anche il gesto della mano destra di coprire parzialmente il pube.

In questa figura femminile, come nelle altre che egli produce, si avverte una distanza notevole dalla concezione estetica del primo classicismo. Non vi è più la ricerca di un’arte dai contenuti mitici o epici, ma dai contenuti più intimistici e quotidiani. Un’arte che esprime meno forza, ma più concentrazione interiore in gesti e atteggiamenti quotidiani. Non vi è più la pregnanza di una storia ma la ricerca di un attimo fuggente di natura più umana che eroica. Questo passaggio, più poetico che stilistico, sarà di grande influenza per l’arte ellenistica successiva.